Category: Marlon Brando


Locandina Il selvaggioUn film di László Benedek. Con Marlon Brando, Mary Murphy, Lee Marvin, Robert Keith, Jay C. Flippen. Titolo originale The Wild One. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 79′ min. – USA 1954. MYMONETRO Il selvaggio * * * 1/2 - valutazione media: 3,82 su 11 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

A capo di una banda di teppisti in motocicletta, Johnny (Brando) sparge il terrore nella cittadina californiana di Wrighsville. Scoppia una rissa con una banda rivale e ci scappa il morto. La sequenza iniziale dei Black Angels, con Brando nel fulgore dionisiaco e tetro dei suoi trent’anni, che avanzano come un minaccioso squadrone di cavalieri teutonici, è uno degli incipit memorabili del cinema hollywoodiano. Tutto il resto gli è inferiore. Fu l’antesignano della moda dei biker movie che fiorì negli anni ’60. Prodotto da Stanley Kramer, è ispirato a un fatto di cronaca del 1947 quando quattromila soci di un club motociclistico si riunirono per 3 giorni a Hollister (California) seminando la paura tra gli abitanti. Ne riferì Frank Rooney nel racconto The Cyclists’ Raid, all’origine del film. Non ebbe un grande successo quando uscì, ma fece epoca. Proibito nella puritana Inghilterra fino al 1968. Brando in giubbotto di pelle nera divenne un’icona internazionale. Jerry Lewis lo parodiò in Il delinquente delicato, Kenneth Anger lo citò nel film d’avanguardia Scorpio Rising (1964). Scritto da John Paxton, fotografato da Hal Mohr con lenti speciali Garutso. Continua a leggere

Risultati immagini per Fronte del Porto - Criterion Collection

Un film di Elia Kazan. Con Rod Steiger, Lee J. Cobb, Karl Malden, Marlon Brando, Eva Marie Saint. Titolo originale On the Waterfront. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 108′ min. – USA 1954. MYMONETRO Fronte del porto * * * * 1/2 valutazione media: 4,58 su 17 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Da un romanzo di Budd Schulberg (autore anche della sceneggiatura) e articoli di Malcolm Johnson. Terry Malloy, scaricatore di porto ed ex pugile, ha per fratello il pezzo grosso di una gang che controlla il sindacato dei portuali di New York. Una faticosa crisi di coscienza lo spinge a testimoniare contro la sua corruzione criminale. Film nero _ girato per intero a New York, quasi sempre in esterni _ con forti implicazioni sociali, sottintesi etici, risvolti politici e accensioni melodrammatiche, è il trionfo dell’ambiguità di Kazan che, come Schulberg, aveva molti conti da regolare con i comunisti e li regola, imbrogliando le carte. È anche il trionfo di uno stile di recitazione, quello del Metodo, cioè dell’Actors’ Studio. Brando memorabile come il bianconero di Boris Kaufman. 7 Oscar (film, regia, sceneggiatura, fotografia, scenografia, Brando, Saint, montaggio) e un Leone d’argento a Venezia. Continua a leggere

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Un film di Fred Zinnemann. Con Everett Sloane, Teresa Wright, Marlon Brando, Jack Webb Titolo originale The Men. Drammatico, b/n durata 85′ min. – USA 1950. MYMONETRO Uomini – Il mio corpo ti appartiene * * * - - valutazione media: 3,33 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

In una clinica specializzata un reduce di guerra paraplegico cerca di riadattarsi alla vita civile. Scritto da Carl Foreman, è un dramma semidocumentario apprezzabile per l’autenticità del suo realismo. Fece sensazione negli USA per la rappresentazione senza ipocrisie del problema sessuale. 1° film di Brando: eccellente. 2° titolo americano: Battle Stripe. Continua a leggere

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Un film di Lewis Milestone. Con Marlon Brando, Trevor Howard, Richard Harris, Hugh Griffith, Richard Haydn. Titolo originale Mutiny on the Bounty. Avventura, durata 185′ min. – USA 1962. MYMONETRO Gli ammutinati del Bounty * * * - - valutazione media: 3,25 su 12 recensioni di critica, pubblico e dizionari

Il 28 aprile 1789 a bordo dell’HMS Bounty diretto a Tahiti scoppia la rivolta contro il tirannico cap. Bligh che con pochi fedeli marinai è lasciato su una scialuppa. Il primo ufficiale guida gli ammutinati sull’isola di Pitcairn. Già rievocato in un bel film del 1935, da noi pomposamente intitolato La tragedia del Bounty, l’episodio è storico. Questo remake, cui ne seguì un altro (Bounty, 1984), rischiò di far fallire la M-G-M: costò 18 milioni di dollari e ne incassò 9. Continua a leggere

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Un film di Henry Koster. Con Merle Oberon, Jean Simmons, Marlon Brando, Michael Rennie Commedia, durata 110′ min. – USA 1954. MYMONETRO Désirée * * 1/2 - - valutazione media: 2,63 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Da un romanzo di Annemarie Selinko: amore giovanile di Napoleone Bonaparte per Désirée Clary, figlia di un commerciante marsigliese, che sposò il generale Bernadotte e divenne regina di Svezia. Il grande còrso ridotto su misura per un tiepido romanzetto sentimentale dilatato in Cinemascope. Molti dialoghi, poca azione: stupido. Brando in divisa da Napoleone è da vedere, ovviamente, ma cominciò di lì il suo odio per Hollywood. Sullo stesso personaggio di Désirée nel 1941 Sacha Guitry aveva fatto un film più divertente. Continua a leggere

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Versione normale 2ore 27′:

Apocalypse Now - versione normale_s

Versione Redux 3 ore 13′ (leggi in fondo al commento):

Apocalypse Now - Redux - ita eng multisub_s

Un film di Francis Ford Coppola. Con Martin Sheen, Marlon Brando, Robert Duvall, Frederic Forrest, Sam Bottoms.Avventura, Ratings: Kids+16, durata 150 min. – USA 1979. – VM 14 –MYMONETRO Apocalypse Now ****1/2 valutazione media: 4,82 su 101 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
In Vietnam, durante il terzo anno di guerra, il capitano Willard viene inviato ai confini della Cambogia per una missione segreta e delicatissima: dovrà uccidere il colonnello Kurtz che, impazzito, sta combattendo una sua guerra privata. Willard risale un fiume e si trova a percorrere tutti i gironi dell’inferno. I suoi compagni di viaggio sono degli squinternati. Quasi nulla è comprensibile: gli attacchi con gli elicotteri al ritmo di Wagner, un ufficiale che fa surf sotto i bombardamenti, battaglie all’insegna del “napalm”, che rendono la scena simile a quella di una Disneyland allucinata. Trova Kurtz-Brando in un incontro che il regista carica con toni epici e misteriosi: Brando, monumento più che mai, fotografato nella penombra, sembra qualcosa di più o di meno di un essere umano. Kurtz spiega la sua filosofia: occorre uccidere, distruggere e mutilare, anche donne e bambini, se la causa è giusta. In pratica il colonnello giustifica i propri delitti in nome della difesa della patria. È dunque un eroe o un pazzo sanguinario? Willard compie la sua missione e lo uccide. Il film è ispirato al racconto Cuore di tenebra di Conrad ed è sceneggiato da John Milius. Coppola è senza dubbio il regista che ha segnato gli anni Settanta (Oscar a Il Padrino e a questo film) con la sua regia capace di raccontare con stile, seppure appesantita da qualche virtuosismo. Negli autori che cominciavano allora e che sarebbero diventati grandi (come Scott, Cimino e Cohen) la sua lezione sarebbe stata un riferimento imprescindibile. Senza pretendere di cambiare i destini del mondo, Coppola si impegna in un ragionamento sul bene e sul male e sulla loro relatività. Un uomo che ha la possibilità di esercitare un potere sempre maggiore può non riuscire a fermarsi in tempo e a individuare il confine fra la propria anima ancestrale, violenta e amorale, e quella civile, perdendo di vista la possibilità di convivere con gli altri, se sono più deboli. Naturalmente non era casuale che questa filosofia venisse applicata a quella guerra sciagurata che aveva confuso e stravolto tutti gli aspetti della morale americana. Kurtz, credendosi onnipotente, aveva perso di vista il proprio limite umano. Doveva essere distrutto. Il film sarà ricordato per il grandebudget (quaranta milioni di dollari) e per le difficoltà di lavorazione nelle Filippine, per il boicottaggio da parte delle autorità americane, che naturalmente non condividevano la chiave negativa e disperata che Coppola dava della guerra. A tre lustri di distanza, Apocalypse Now si pone come manifesto attendibile di quella vicenda e come film dai grandi valori confermati. Ventidue anni dopo, Coppola ha riproposto il film in una nuova versione: Apocalypse Now – Redux,arricchito da 54 minuti di scene inedite, ma soprattutto con un nuovo finale, è giunto nelle sale nel 2001.

A Sud Ovest di Sonora - dvdrip ita eng_s.jpg

Un film di Sidney J. Furie. Con Marlon Brando, Anjanette Comer, Frank Silvera, John Saxon. Titolo originale The Appaloosa. Western, durata 98 min. – USA 1966. MYMONETRO A sud-ovest di Sonora * * 1/2 - - valutazione media: 2,75 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un bandito messicano ruba ad un mite cacciatore il magnifico purosangue che l’uomo vorrebbe usare per rifarsi una vita come allevatore. Deciso a riaverlo ad ogni costo, il cowboy è costretto ad impugnare la pistola.

Pelle di Serpente_s.jpg

Un film di Sidney Lumet. Con Anna Magnani, Marlon Brando, Joanne Woodward Titolo originale The Fugitive Kind. Drammatico, b/n durata 135 min. – USA 1959. MYMONETRO Pelle di serpente * * * -- valutazione media: 3,13 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Dopo aver vissuto alla giornata per anni, un uomo decide di mettere radici in un piccolo paese. Qui conosce una donna più anziana di lui, maltrattata dal marito infermo, e se ne innamora, ricambiato. Quando il marito scopre la relazione, scoppia il dramma: provoca un incendio nel quale trovano la morte i due sfortunati amanti.

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Riflessi in un Occhio d Oro - vhsrip_s.jpg

Un film di John Huston. Con Elizabeth Taylor, Brian Keith, Marlon Brando, Julie Harris, Robert Foster. Titolo originale Reflections in a Golden Eye. Drammatico, durata 109′ min. – USA 1967. MYMONETRO Riflessi in un occhio d’oro * * * 1/2 - valutazione media: 3,63 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Da un romanzo breve (1941) di Carson McCullers. Groviglio di nevrosi in un campo militare della Georgia: un maggiore adocchia un bel soldato semplice; sua moglie se la fa con un suo collega la cui consorte s’è mutilata con le forbici. Sottovalutato dalla critica e ignorato dal pubblico, l’una e l’altro disorientati da una vena grottesca che fu scambiata per involontaria parodia, è un film inquietante e suggestivo in cui Huston racconta con distacco lucido i personaggi senza dare valutazioni morali né spiegazioni psicologiche. Un quartetto d’attori di prim’ordine e un interessante uso del Technicolor, denaturato in laboratorio per ottenere una dominante di oro-arancio.

Un film di Bernardo Bertolucci. Con Marlon Brando, Maria Schneider, Maria Michi, Giovanna Galletti, Gitt Magrini. Drammatico, durata 132 min. – Italia 1972. MYMONETRO Ultimo tango a Parigi * ** 1/2 - valutazione media: 3,98 su 47 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Un uomo, rimasto vedovo della moglie suicida, si aggira per Parigi in preda a una irrefrenabile malinconia, dovuta, oltre che alla perdita della sua compagna, a un passato confuso e alla perdita della giovinezza. L’incontro con una giovanissima ragazza borghese e il loro fulmineo rapporto sessuale cambierà la vita di entrambi. Ma l’uomo sembra imprigionato in una sorta di ossessione erotica, che solo in un primo tempo è condivisa dalla giovane. Quando scemerà l’interesse della ragazza per quel rapporto senza futuro, questa ucciderà il suo amante. Film discusso ma non discutibile, Ultimo tango a Parigi reca l’impronta di quello che può essere considerato il vero autore del film: Marlon Brando. Bertolucci non sarà mai più così sincero e ossequiente con la storia che racconta. A supporto di questa tesi resta il fatto che quando Brando è assente il regista cerca di reimpadronirsi della storia con uno stile “Truffaut” fastidioso e ingiustificabile. La presenza di Jean-Pierre Léaud è in tal senso indicativa. Il solo modo di non essere travolto da Brando era quello di mettersi al servizio delle studiate improvvisazioni del geniale attore. E Bertolucci lo ha fatto, sia pure con qualche sofferenza. Il risultato è un film ibrido ma entusiasmante. Quando il film fu distribuito era già stato preceduto dalle cronache scandalistiche, che avevano speculato su alcune sequenze di grande impatto erotico, per allora. In seguito abbiamo visto ben altro. E in quelli che si possono considerare anni contraddittori e che vengono denominati secondo i casi, anni di piombo, di restaurazione e altre definizioni pseudo storico-sociali, il film venne ritirato e i negativi distrutti; tutto con un furore da inquisizione. Per fortuna si salvò qualche copia, e ora il film viene venduto e svenduto anche nei supermarket, assieme alla nutella. E il furore scatenato dalla presunta empietà della pellicola, dov’è?

Un tram che si chiama Desiderio 480p_s

Un film di Elia Kazan. Con Marlon Brando, Vivien Leigh, Karl Malden, Kim Hunter, Rudy Bond. Titolo originale A Streetcar Named Desire. Drammatico, Ratings: Kids+16, b/n durata 122′ min. – USA 1951. – VM 18 MYMONETRO Un tram che si chiama Desiderio * * * * - valutazione media: 4,30 su 25 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Blanche Dubois, vedova sessualmente repressa, va ad abitare a New Orleans in casa della sorella Stella, cerca di farsi sposare da un maturo corteggiatore, ha un ambiguo rapporto di seduzione col rozzo cognato che si chiude con uno stupro e scivola nella follia. Tratto da un dramma in undici scene di Tennessee Williams (messo in scena dallo stesso Kazan nel 1947 con gli stessi interpreti principali e Jessica Tandy nella parte di Blanche). Kazan usa la cinepresa come un microscopio che penetra nella psicologia dei personaggi, punta sulla crudeltà del linguaggio nell’esibizione dei corpi, del sudore o dell’odore, scarta una scelta naturalistica nella scenografia, si affida alla violenza della parola per suggerire le pulsioni di morte che dominano il testo. 9 nomination agli Oscar e 3 statuette per V. Leigh, K. Hunter, K. Malden. Rieditato nel 1993 con i 4 minuti a suo tempo censurati. Rifatto 2 volte per la TV.

Versione dvdrip:

Il Padrino I - dvdrip_s

Versione bdrip 480p:

Il Padrino I - ita eng subita 480p_s

Un film di Francis Ford Coppola. Con Marlon Brando, James Caan, Al Pacino, Robert Duvall, Diane Keaton. Titolo originale The Godfather. Drammatico, Ratings: Kids+16, durata 175′ min. – USA 1972. MYMONETRO Il padrino * * * * 1/2 valutazione media: 4,63 su 129 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Quando nel 1945, dopo aver dominato per due generazioni un clan di mafia italoamericana, Don Vito Corleone muore, suo figlio Michael accetta con riluttanza di occuparsi degli affari di famiglia. Imparerà presto. Da un romanzo (1969) di Mario Puzo che l’ha sceneggiato con il regista, è la storia di un sistema familiare e di clan con sottofondo nostalgico per la forza di quei legami che nell’America di oggi sembrano svalutati (come fu letto dalla maggioranza del pubblico), ma possiede anche una profonda e fertile ambiguità. C’è il parallelismo mafia-politica che diventa equivalenza nel Padrino-Parte II; c’è la magistrale ricostruzione di un’epoca e di una morale del crimine, di una struttura patriarcale più italiana che americana. Coppola sa di cosa parla e ne sa le ragioni anche se non le condivide: il suo sguardo è più distaccato che affascinato. Spaccò la critica in due ed ebbe ovunque un grande successo. 7 nomine e 3 Oscar: film, sceneggiatura e M. Brando.

Locandina I morituri

Un film di Bernhard Wicki. Con Yul Brynner, Marlon Brando, Wally Cox, Janet Margolin Titolo originale The Saboteur, Code Name Morituri. Guerra, b/n durata 123′ min. – USA 1965. MYMONETRO I morituri * * - - - valutazione media: 2,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

A bordo di un mercantile che trasporta un carico prezioso nell’Oceano Pacifico spie inglesi e aguzzini nazisti, antinazisti veri e falsi giocano al gatto e al topo. Da un romanzo di Werner Joerg Luedecke, Daniel Taradash ha cavato una sceneggiatura che non è un modello di chiarezza: confusione al posto di ambiguità. Un bel bianconero di Conrad Hall non basta a riscattare un’impresa sgangherata. Brando e Brynner in gara di istrionismo divistico.

Un film di Arthur Penn. Con Jack Nicholson, Marlon Brando, Frederic Forrest, Randy Quaid, Kathleen Lloyd Titolo originale The Missouri Breaks. Western, durata 126′ min. – USA 1976. MYMONETRO Missouri * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 8 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Missouri Breaks (Montana), 1870 circa: contro una banda di ladri di cavalli un ricco allevatore assolda un bieco sicario, ma il capo dei ladri lo sgozza e si trasforma in ranchero. Il 3° western di Penn è un antiwestern, dinamitato dall’interno, con due divi che fanno a gara a recitare sopra le righe. Film dell’eccesso, premeditatamente sgradevole, ma geniale nel suo lucido e critico sadismo, di esplicita simpatia per i ribelli e di avversione dichiarata per i tutori dell’ordine. Brando, gran pagliaccio dei travestimenti, sovrasta Nicholson che si prende la rivincita in una bella scena d’amore. Fiasco negli USA, apprezzato in Europa.