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Category: Film Anni ’10


Regia di D.W. Griffith. Un film Da vedere 1916 con Lillian GishDouglas FairbanksConstance TalmadgeAlfred PagetMax DavidsonCast completoGenere Muto – USA1916durata 140 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 – MYmonetro 3,34 su 9 recensioni tra criticapubblico e dizionari.

Partendo da uno spunto del poeta americano Walt Whitman sull’intolleranza si raccontano quattro storie. La caduta di Babilonia: re Baldassare credendo ormai, dopo aver vinto sull’esercito della Persia, di essere al sicuro dà il via a una celebrazione fastosissima che però dà modo al nemico Ciro di sconfiggerlo. La passione di Cristo racconta tre momenti dell’esistenza di Gesù. La notte di San Bartolomeo, tratta di una storia d’amore poco prima dell’eccidio degli Ugonotti. La madre e la legge: un povero operaio, dopo uno sciopero sanguinoso, viene ingiustamente condannato a morte per omicidio. L’uomo si salverà in extremis per via della confessione dell’assassino. Uno dei film più importanti della storia del cinema.

Locandina Nascita di una nazioneUn film di David Wark Griffith. Con Mae Marsh, Henry Walthall, Violet Wilkey Titolo originale The Birth of a Nation. Storico, Ratings: Kids+16, b/n durata 38′ min. – USA 1915. MYMONETRO Nascita di una nazione * * * - - valutazione media: 3,42 su 10 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Si tratta di materiale stampato dalla Library of Congress intorno al 1970 a partire dai negativi originali. I due rulli consistono in materiale di ripresa e in immagini non utilizzate nel film. Le scritte a mano su alcuni fotogrammi indicano che le scene riguardano i rulli 2, 7, 10, 23, 28 e 29 nella loro numerazione prima del montaggio. Verso la fine della seconda bobina di questa raccolta, nel provino dei costumi e del trucco per Lillian Gish e Walter Long, si intravede ogni tanto il celebre cappello di paglia utilizzato da Griffith: lo si può scorgere nell’angolo in basso a destra dell’inquadratura Continua a leggere

Un film di David Wark Griffith. Con Lillian Gish, Douglas Fairbanks, Constance Talmadge, Alfred Paget, Max Davidson. Muto, Ratings: Kids+13, b/n durata 171′ min. – USA 1916. MYMONETRO Intolerance * * * 1/2 - valutazione media: 3,75 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Fedele a quella che era ormai diventata una sua prassi abituale, Griffith cominciò a lavorare al suo nuovo film durante il montaggio di The Clansman, nel tardo autunno del 1914. Il nuovo film, intitolato The Mother and The Law, era stato pensato come un progetto complementare a The Escape, già distribuito nei primi mesi dello stesso anno. Griffith scritturò nuovamente Mae Marsh e Bobby Harron per un secondo studio sulla prostituzione e la lotta tra bande nei bassifondi della città. Nel gennaio del 1915, quando il film in 3 rulli era praticamente completato, Griffith poté dedicarsi interamente alla promozione del suo lungometraggio sulla guerra civile. Verso la fine di febbraio lasciò la California per sovrintendere alla “prima” newyorchese e dare battaglia ai suoi avversari scatenati sul fronte della censura. Nel maggio, quando le controversie suscitate da The Birth avevano raggiunto il loro apice, Griffith tornò a dedicarsi alla sua storia di bassifondi, intenzionato a sfruttare il grande successo di The Birth. Fu allora che prese la fatidica decisione di ampliare la vicenda, trasformando The Mother in una denuncia dello sfruttamento industriale. Fece allestire set sontuosi (in particolare il ballo di Mary Jenkins, la sala da ballo degli operai, il tribunale di Chicago e le forche di San Quintino), aggiunse la sequenza dello sciopero e il salvataggio in extremis; e introdusse il tema del proprietario della fabbrica, Jenkins, della sua sgraziata sorella e dei crudeli riformatori sociali. I nuovi sviluppi della trama furono determinati, in parte, dal tentativo di sfruttare l’attualità giornalistica delle vicende che vedevano coinvolto John D. Rockfeller Jr., che già nel 1913 aveva suscitato controversie e rancori con la creazione della Fondazione Rockfeller e che ora si trovava a dover rispondere a una commissione d’inchiesta governativa sul ruolo da lui svolto durante lo sciopero di minatori che nel 1914, a Ludlow, nella sua Colorado Fuel and Iron Company, era sfociato in un massacro. Per creare questa nuova possente Continua a leggere

Risultati immagini per Giglio infrantoUn film di David Wark Griffith. Con Richard Barthelmess, Donald Crisp, Lillian Gish Titolo originale Broken Blossoms. Muto, b/n durata 89′ min. – USA 1919. MYMONETRO Giglio infranto * * * 1/2 - valutazione media: 3,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Broken Blossoms è il più complicato tra tutti i film di Griffith; anzi, probabilmente è il film americano muto dalla maggiore complessità di disegno in assoluto. La complessità formale non è una virtù in sé, naturalmente. Ma le perfezioni formali di Broken Blossoms si conformano in modo ideale alle esigenze narrative di Griffith. Roger Shattuck, parlando di pittura moderna, associa il piacere che deriva dall’osservazione della pittura astratta alle proiezioni personali sulle forme non rappresentative della realtà. I piaceri che ci derivano da Broken Blossoms sono del genere opposto: in esso, possiamo andare oltre la descrizione griffithiana di un mondo naturale per trovare una bellezza formale nascosta.Innanzitutto dobbiamo considerare i rischi che Griffith si assunse con questa nuova storia. E non mi riferisco alle incognite del box-office – anche se, nel 1919, chiedere 3 dollari a biglietto per un film a basso costo di 6 rulli richiedeva una discreta dose di temerarietà. Ma l’aspetto più straordinario riguarda la volontà di Griffith di inoltrarsi in un terreno inesplorato e psicologicamente rischioso. In Broken Blossoms, Griffith abbassa la guardia. Attività ovviamente tabù o aspramente criticate in The Birth of a Nation e Intolerance – incrocio di razze, autoerotismo, voyeurismo, masticatura d’oppio e omicidio per vendetta – vengono trasformate in attività sensoriali gratificanti che creano pericolose risonanze di anticonformismo. Gli scarsi riferimenti del film alla cultura postbellica dell’America del 1919, lungi dall’assecondare la rampante xenofobia nazionale o il diffuso sentimento di autocompiacimento, riguardano il lato più oscuro del provincialismo americano. Per la prima volta nell’opera di Griffith, il fanatismo razzista diventa bersaglio di aspre critiche. Continua a leggere

Photobucket Pictures, Images and Photos

The outstanding Flicker Alley 5-disc set Georges Méliès: First Wizard of Cinema (1896-1913) is now published, and I have my copy. Naturally, it’s a sensational package. Put together by Eric Lange (Lobster Films) and David Shepard (Blackhawk Films) from the archival holdings from seventeen collections across eight countries, the elegantly-presented DVDs comprises 173 titles (including one unidentified fragment) – almost (though not quite) every extant Georges Méliès film, plus the Georges Franju 1953 film, Le Grand Méliès. The DVDs are region 0, NTSC format.

The set comes with a well-illustrated booklet, which has essays by Norman McLaren (something of a surprise – it’s a transcript of an audio recording he made for a conference he couldn’t attend) and a long piece by John Frazer on Méliès’ life and work, adapted by Shepard from a text first written by Frazer in 1979. The full list of titles is now available on the Flicker Alley site, but here’s The Bioscope’s version, with the titles in the chronological order in which they appear on the DVDs, with Star-Film catalogue number, original French title and English title.

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Il presidente

DescrizioneUn giudice in una cittadina danese vede la sua figlia illegittima ad un processo per l’omicidio del suo bambino appena nato. La ragazza era rimasta incinta di un aristocratico che non voleva sposarla e la stessa sorte era accaduta a sua madre. La pena per la figlia è la morte, lei gli chiede la grazia ma non potendola concedere il giudice decide di liberare la donna e di portarla fuori dal paese a tutti i costi. Continua a leggere

Un film di Ernst Lubitsch. Con Max Kronert, Hermann Thimig, Victor Janson, Marga Köhler, Ossi Oswalda.Titolo originale Die Puppe. Commedia, b/n durata 60′ min. – Germania 1919. MYMONETRO La bambola di carne * * * - - valutazione media: 3,00 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Atterrito da un’orda di nubili vogliose, Lancelot, inibito baronetto, è costretto al matrimonio da uno zio malatissimo. Accetta di portare all’altare una bambola meccanica, l’esatto “doppio” di Ossi, figlia di Hilarius, artefice di automi e robot. La vera Ossi prende il suo posto, innescando buffi equivoci a catena. Quella del 27enne E. Lubitsch è una fiaba di tono scanzonato, di allegra bizzarria e di simulato candore, ricca di invenzioni al limite del surreale e di sottintesi psicanalitici, non priva di una divertente vena anticlericale. Racconta la storia di una iniziazione maschile, incubi compresi. Come dice Michael Henry in un saggio del 1971, i punti in comune col contemporaneo Das Kabinett des Dr. Caligari sono numerosi. Ispirata a un’operetta di A.E. Wilner, basata su racconti di E.T.A. Hoffman, è una burla con cui il regista fa emergere la componente ludica dell’espressionismo. Muto. Altro titolo italiano: La poupée. Continua a leggere

Un film di Nino Oxilia. Con Lyda Borelli, Andrea Habay, Ugo Bazzini, Giovanni Cini, Alberto Nepoti Drammatico, durata 40 min. – Italia 1915.

La storia è una variazione della vicenda faustiana da un poema di Fausto Maria Martini del 1915. Una anziana dama dell’alta società, Alba d’Oltrevita (Lyda Borelli) stipula un patto con Mefisto (Ugo Bazzini), per riacquistare la giovinezza in cambio della quale però lei ha il divieto di innamorarsi. Alba è corteggiata da due giovani fratelli, Tristano (Andrea Habay) e Sergio (Giovanni Cini). Film muto fra i più importanti della sua generazione, sia per l’ispirazione dannunziana, che si riflette nel soggetto e nella scenografia della nobiltà decadente fortemente polarizzata sull’estetica Liberty, sia per l’interpretazione di Lyda Borelli, star del muto italiano. La colonna sonora è firmata da Pietro Mascagni, uno dei maggiori compositori dell’epoca e primo compositore di professione in Italia a firmare una colonna sonora, sincronizzandola con le scene del film (lavoro che definì “lungo, improbo e difficilissimo”) Continua a leggere

Risultati immagini per Ventimila Leghe sotto i Mari - 1916 -

Un film di Stuart Paton. Con Allen Holubar, Jane Gail, Dan Hanlon, Edna Pendleton, Matt Moore, Lois Alexander, William Welsh, Curtis Benton, Howard Crampton.  Titolo originale 20, 000 Leagues Under the SeaAvventuradurata 180 min. – A 1916

Il capitano Nemo, nemico giurato di qualsiasi marineria militare, accoglie a bordo del proprio sottomarino alcuni sopravvissuti al naufragio dell’ultima sua preda. Gli ospiti del Nautilus sono di fatto prigionieri, ma imparano a rispettare il nobile comandante e, nel corso di un lungo viaggio, apprendono le meraviglie, i pericoli e i segreti del mare. Durante una sosta su un’isola sconosciuta, l’equipaggio incontra una ragazza selvaggia – forse, figlia a lungo cercata del capitano Nemo – e la mette in salvo da una banda di predoni arabi. Continua a leggere

Un film di Marcel Fabre, Marcel Fernández Peréz. Con Marcel Fabre Muto, durata 4′ min. – Italia 1914.

L’esistenza di un antecedente non diminuisce il valore del film di Fabre (18??-1929) finalmente restaurato con le colorazioni d’epoca. Che ne riprende la sostanza innovativa e chiave stilistica ma si allinea, satireggiando, alla nascente moda del mélo borghese. Qui gli oggetti in scena sono importanti ma non determinanti, confidando in una mimica sia pur parziale (sempre dalle ginocchia in giù!) per un abbozzo efficace della psicologia dei tre elementi determinanti di un adulterio. Con qualche accenno perfino feticista (l’accarezzamento della scarpa di lei mentre lui ci inserisce il bigliettino per l’appuntamento galeotto) il film scivola felicemente, senza bisogno di parole, verso l’amorale happy end. Precursore elegante di quell’irridente cinismo che continua a riempire i nostri schermi. – CM Continua a leggere

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A Beast at Bay - muto_s.jpg

Mary Pickford “La giovane donna”, del film, è abbastanza preso da Edwin August; In realtà, egli è il suo “ideale”. Ma il rifiuto del signor agosto a restare coinvolto in una rissa di strada lo fa sembrare un codardo alla signora Pickford. Nel frattempo, il detenuto Alfred Paget è fuggito dal carcere; e, lui è “una bestia a bada”. Mentre la Pickford e August vanno a fare un giro in automobile, Paget riesce, in un’imboscata, a prendere i vestiti e la pistola dell’uomo. Pickford cade ancora sostenendo che August è un vigliacco, e se ne va. Infine August può salvare la sua ragazza, e dimostrare che non è un vigliacco.

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Faithful - muto_s.jpg

Faithful è un cortometraggio muto del1910 diretto da David W. Griffith.ProduzioneIl film fu prodotto dalla Biograph Company e venne girato a Hollywood.DistribuzioneDistribuito dalla Biograph Company, il film uscì nelle sale cinematografiche USA il 21 marzo 1910.

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Friends - muto_s.jpg

Friends è un film del 1912 scritto e diretto da D.W. Griffith e interpretato da Mary Pickford, Henry B. Walthall, Lionel Barrymore, e Harry Carey. Walthall e Barrymore ritraggono due vecchi amici che si trovano coinvolti con una bella ragazza (Pickford) che vive in un saloon di un campo minerario
Il film, da parte della Società Biograph, è stato girato a Fort Lee, nel New Jersey.
Una copia di Friends è stato eseguita presso il Museum of Modern Art di New York nel luglio 2007 come parte di una retrospettiva Biograph.

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Assunta Spina - muto_s.jpg

Assunta Spina è un film del 1915 ed è considerato uno dei film di maggiore successo del cinema muto italiano. Fuori dall’Italia è conosciuto anche con il titolo di Sangue Napolitano.

Assunta Spina è fidanzata con un macellaio di nome Michele Boccadifuoco ma è anche corteggiata da Raffaele, che Assunta rifiuta senza remore. Per vendicarsi Raffaele invia una lettera anonima a Michele dicendo che la sua fidanzata quando lui lavora si consola con qualcun altro. Allora Michele decide di portare Assunta Spina a Napoli trovandole un lavoro in una lavanderia vicino alla sua macelleria. Il giorno del compleanno di Assunta il fidanzato Michele la porta a Posillipo ma lui non le presta molte attenzioni, finché arriva anche Raffaele

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Al cinematografo - muto_s.jpg

Un film di Giovanni Pastrone. Muto, durata 7′ min. – Italia 1912.

Buster Keaton Shorts - Disc 1 - Coney Island_s.jpg

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Broncho Billy e la Maestra_s.jpg

Titolo originale:Broncho Billy and the Schoolmistress
Paese di produzione: USA Prima uscita: 1912 Colore: B/N  Genere: Western Regia: Gilbert M. ‘Broncho Billy’ Anderson
La prima stella tutta americana del cinema western è stato un ragazzo di nome Max Aronson. Dopo aver recitato tre o quattro ruoli interpretò La grande rapina al treno, di Edwin Porter è il ragazzo che spara nel corso dell’udienza alla fine del film. Nel 1907 fondò la Essannay Film con George Spoor e prosperò per una dozzina di anni come produttore, regista, scrittore e protagonista delle commedie Broncho Billy.
Il personaggio e la storia di Billy cambia da un film all’altro. In questo
La bella maestrina è stata messa in guardia dal passeggiare da sola, per tutta risposta fa vedere di essere armata brandendo una pistola. Così i soliti noti decidono di giocare uno scherzo fingendo una rapina, usando Billy come bandito. Fin qui è tutto divertimento e giochi fino a quando Billy viene colpito…

 

Dopo la Morte - muto_s

Titolo originale: После смерти
Paese di produzione: Russia
Prima uscita: 1915
Durata: 45 minuti circa
Colore: B/N
Genere: Horror  Regia: Yevgeni Bauer

In Posle Smerti, il protagonista è Andrei Bargrov (Vitold Polonskij) un ragazzo introverso che vive da recluso assieme alla Zia Gapitolina (Olga Rachmànova), studiando e passando le ore di fronte al dipinto della madre morta, che ha idealizzato nella sua mente. L’amico Tsenin (Georg Asagaroff) tenta di sollevarlo da questa vita invitandolo a feste e altri eventi. Durante uno di questi eventi incontra Zoya Kadmina (Vera Karalli), una giovane attrice che sembra provare una grande attrazione per lui. Ma la sua vita da recluso vince sull’amore e quando Zoya si dichiara, lui la rifiuta. La ragazza, travolta dal dolore, si uccide poco prima di dare uno spettacolo. Solo in quel momento Andrei si rende conto di averla amata e il dolore lo porta ad impazzire. Sogna di continuo Zoya, la cui visione lo tormenta anche da sveglio. Il fisico e la mente di Andrei non reggono e così, nel tragico finale, muore tra le braccia della zia, felice di poter raggiungere la sua amata dopo la morte.
Come accennato prima, Posle Smerti ha nella componente figurativa il suo punto forte. Questo perché il soggetto, seppur potenzialmente originale, non è rafforzato da una sceneggiatura adeguata che si rivela fin troppo ripetitiva. Le scene in cui Andrei vede Zoya in visione (vedi prima immagine) saranno almeno una dozzina e si svolgono tutte allo stesso modo: Andrei spegne la luce, si addormenta e Zoya gli appare in visione, dopo un poco il ragazzo si sveglia e accende la luce sconvolto. Insomma se dal punto di vista tecnico formale Posle Smerti è davvero molto interessante, la sceneggiatura, al contrario, manca di fantasia e il regista fatica a trovare nuove soluzioni di fronte ai limiti della dati dalla trama. A questo si aggiunge un livello recitativo a mio avviso piuttosto scarso, contraddistinto da una sostanziale staticità degli attori che potrebbe anche essere voluto. La gestualità è minima e apparentemente poco curata; questo provoca di fatto una difficoltà di comunicabilità tra il film e lo spettatore, quantomeno quello moderno. Così anche la realizzazione della morte di Zoya risulta poco interessante e noiosamente protratta fino all’inverosimile. Al contrario spicca la scena del ricevimento, dove Andrei viene presentato a tutti gli invitati alla festa e la telecamera si muove seguendo l’avanzare del protagonista e dell’amico Tsenin tra la folla

Gli occhi della Mummia - muto_s.jpg
Gli occhi della mummia (Die Augen der Mumie Ma) è un film muto del 1918 diretto da Ernst Lubitsch.
In Egitto, Wendland, un giovane pittore, vuole a tutti i costi vedere una mummia che terrorizza tutti quelli che vanno a visitare la sua tomba. Dalle bende, sembra che due occhi vivi scrutino i visitatori. Wendland scopre, però, il trucco: dietro a un muro forato, si nasconde una ragazza. Innamoratosi di lei, il pittore la porta via dall’Egitto, sfuggendo agli inseguitori lanciati sulle loro tracce da Radu, un sacerdote fanatico. In Germania, i due si sposano: dietro suggerimento di un amico, il principe Hohenfels, Wendland fa debuttare la moglie in uno spettacolo di danze sacre. Mara diviene la sua modella e il pittore espone in pubblico i quadri con la sua immagine. Radu ritrova la ragazza che gli era sfuggita in Egitto e cerca di ucciderla.

Il_Dottor_Jekyll_e_Mister_Hyde_-_1912_s.jpg

Un film di Lucius Henderson. Con James Cruze, Florence La Badie, Jane Gail, Marguerite Snow, Harry Benham.Fantastico, b/n durata 12 min. – USA 1912.

Il dottor Jekyll sperimenta un filtro di sua invenzione, convinto di poter isolare ed annientare gli istinti malefici che soffocano l’innata propensione al Bene presente in ciascun individuo. L’esperimento volge, però, in tragedia poiché il Male prende il sopravvento e tramuta il rispettabile scienziato nell’abominevole Mr. Hyde, una creatura dall’aspetto ripugnante, dominata da primordiale malvagità. Responsabile dell’aggressione ad una bambina e dell’omicidio del padre della sua innamorata, Jekyll/Hyde, braccato dalla polizia e scoperto dal suo maggiordomo, si rintana nel laboratorio e pone fine alla sua disperata esistenza ingurgitando una fiala di veleno.Preceduta da Dr. Jekyll and Mr. Hyde, The Duality of Man e Den Skaebnesv Angre Opfindelse, la pellicola di Lucius Henderson è il quarto adattamento per lo schermo del notissimo racconto di Robert Louis Stevenson. Necessariamente succinto per rispettare la durata di soli 12 minuti, il film ripercorre i momenti più noti e più spettacolari della vicenda – quelli che diventeranno veri e propri stereotipi della saga cinematografica del dottor Jekyll – e si avvale di (considerati i tempi) riusciti trucchi fotografici che descrivono la terrificante mutazione del protagonista.James Cruze, già interprete di She e destinato a percorrere in seguito una importante carriera da regista, impersona sia Jekyll che Hyde, cedendo soltanto in alcune sequenze il ruolo di quest’ultimo ad Harry Benham.