Poster HitchcockUn film di Sacha Gervasi. Con Anthony Hopkins, Helen Mirren, Scarlett Johansson, James D’Arcy, Jessica Biel. Biografico, Ratings: Kids+13, durata 98 min. – USA 2013. – 20th Century Fox uscita giovedì 4 aprile 2013. MYMONETRO Hitchcock * * * - - valutazione media: 3,01 su 33 recensioni di critica, pubblico e dizionari.

Nel 1960 il maestro del brivido Alfred Hitchcock, dopo Intrigo Internazionale, è alla ricerca di un soggetto diverso, di qualcosa di nuovo, e si appassiona al romanzo di Robert Bloch che trae ispirazione dalla vicenda del pluriomicida del Wisconsin, Ed Gein. La Paramount, con cui Hitch è sotto contratto, non ne vuole sapere di produrre Psyco, giudicandolo troppo orrorifico e respingente, ma il regista è convinto al punto da autoprodursi il film, girando negli studi Universal con la troupe della sua serie televisiva per abbattere i costi. A sostenerlo, in questo azzardo come in ogni altro momento della sua carriera, è la moglie Alma Reville, sceneggiatrice di talento, responsabile della revisione di tutti i copioni del marito e sua paziente spalla, esclusa dai riflettori così come dalle sue note infatuazioni per le algide bionde che scritturava come attrici.
Se c’è un’immagine iconica di Sir Alfred, che non manca di attraversare neppure questo schermo, è quella della sua silohuette di profilo, controluce, scura come un’ombra, che va a coincidere con la sua caricatura. Il film di Sacha Gervasi, ispirato al libro di Stephan Rebello “Come Hitchcock ha realizzato Psycho”, prende in realtà a pretesto il set del film (futuro maggior successo commerciale del maestro) per indagare chi abitava quell’ombra e raccontare il rapporto tra il regista e la moglie, più con la voglia di gettare su di esso un briciolo di suspence che con quella di attenersi alla verità biografica.
È probabile, infatti, che Gervasi e il suo sceneggiatore abbiano romanzato non poco fatti e intenzioni, specie nell’ipotizzare la sbandata di Alma per Whitfield Cook e la conseguente crisi di gelosia del famoso consorte, ma non è affatto male il modo in cui questa crisi viene impastata con il momento più rischioso della carriera di Hitchcock. Tensioni private e professionali si assommano così in un crescendo che culmina nel tournage della scena della doccia, scena che a sua volta assomma pregi e difetti del film (tra i primi annoveriamo Scarlett Johansson, tra i secondi la riproposizione degli eventi più noti). Più avanti, la ripresa della stessa scena, in occasione della prima proiezione pubblica, è nuovamente emblematica dell’approccio del regista alla materia: divertito, ammirato e più che mai sentimentale.
Funzionano meno, di contro, le parti in cui l’atmosfera d’inquietudine è ricercata in maniera esplicita e artefatta, come nelle sequenze in cui il regista è tormentato dalla presenza fantasmatica di Ed; ma in fondo tutto torna, perché Hitchcock evoca le ombre ma poi le lascia fuori dal quadro, preferendo la luce del sole.
Antony Hopkins e Helen Mirren, pur parecchio distanti dai modelli reali, sono bravi a non coincidere mai con la caricatura.Hitchcock_s